venerdì 14 novembre 2014
martedì 11 novembre 2014
UN PENSIERO SULL'AMORE
Un pensiero sull’Amore
Milioni di parole sono state spese sull’amore, ingrediente
fondamentale della vita. Anche l’uomo
più colto e senza l’amore sarebbe incompleto ed anche
l’uomo più ricco senza l’amore sarebbe povero. Chi ama deve saper mostrar sapienza
ed essere premuroso, mai avere inutili gelosie ma essere umile e rispettoso. Deve avere cura e preoccuparsi per l’altro e
lo deve comprendere. Deve svegliarsi con la certezza di un nuovo giorno d’amore
e deve addormentarsi con l’ultimo pensiero per l’amato.
Leonardo Fiordilino
domenica 9 novembre 2014
domenica 5 ottobre 2014
CAMORRA COSMICA
Fino ad oggi per camorra si intendeva la malavita nel
napoletano. Premetto che non è mia intenzione quantificare, giudicare o analizzare
detto malavitoso evento sociale,, ma rilevare la diffusione di questo fenomeno
in quasi tutto il pianeta terra. Qualcuno, a questo punto, potrà obiettare che
forse sarebbe stato meglio intitolare il presente scritto “malavita cosmica”,
ma io, che sono di origini napoletane, pur avendo assorbito una cultura
piemontese, per avere operato per alcuni anni a Torino, quasi seconda patria, penso
che la camorra da napoletana sia diventata mondiale. Una differenza, però, ci
sta! L’antica camorra napoletana aveva il suo codice d’onore, pur operando
nella piena illegalità, sebbene con delle regole che, in un processo storico,
consentivano alla medesima le cosiddette “attenuanti generiche.” Il rispetto
per le donne ed i bambini, ad esempio, che rappresentavano, ieri come oggi. le
categorie più indifese e più facili da
raggiungere. Oggi le regole morali non esistono più. I crimini sono aumentati e
molto spesso le vittime sono donne e bambini. Leggevo tempo addietro che i
malavitosi della Birmania si erano appropriati dei terreni in prossimità del
mare di contadini per i quali un piccolo raccolto costituiva un minimo reddito
atto a sfamare una famiglia col minimo indispensabile. Per sopravvivere le
mamme facevano prostituire le figlie in età scolare ma maniaci pedofili che
nessun dio potrà assolvere. La corsa al petrolio ed allo sfruttamento del
sottosuolo. Proprio l’altra sera ho seguito per TV la vita degli emigranti
italiani in Belgio, dopo il secondo conflitto mondiale, nelle miniere di
carbone a parecchi metri di profondità: Molti non sono tornati. Molti sono
rimasti sotto le macerie a causa di smottamenti di terreno a centinaia di metri
di profondità. Oggi la camorra non è più napoletana, ma russa, cinese,
africana, ecc. L’arricchimento materiale si è internazionalizzato con illeciti
profitti all’ordine di milioni di euro. Basta leggere i giornali per seguire le
terribili vicende degli emigranti dall’Africa e dal Medio Oriente verso la
Sicilia. Zona di smistamento per questi poveri disgraziati per lo più sfruttati
e spesso ingannati. Li chiamano “vittime del mare” ma sono solo vittime della
malavita organizzata di taluni paesi del Mediterraneo i cui governi spesso
chiudono un occhio, spesso tutti e due. Sono, come ho detto di origini
napoletane e ne vado orgoglioso. Ho guidato l’auto ed il furgone per molti
anni. Adesso che sono arrivato (fortunatamente) ai tre quarti di secolo, non
guido più: non per paura verso la mia vita, ma per il terrore di investire un
bambino. E’ logico che a nessuno “piace far passare la mosca sotto il naso”. Ma
tanti incidenti potrebbero essere
evitati, molte vite salvate. Basterebbe il buon senso e lo spirito cristiano.
Anche questa è cultura, civiltà, emancipazione, progresso, coscienza.
Catello
Nastro
giovedì 25 settembre 2014
IL GRANDE TEMPIO
IL GRANDE TEMPIO
Un edificio polifunzionale, multietnico, multirazziale, come un normale tempio greco o romano, naturalmente aggiornato con tutte le tecniche audiovisive, di comunicazione, di interpretazione, di credo, di possibilità di intervenire come singolo, non solo della comunità religiosa di appartenenza, ma di essere umano provvisto di libero arbitrio, applicabile al proprio intervento in una comunità multietnica, multirazziale, multi religiosa, multi sociale. Insomma un uomo libero tra uomini liberi che hanno scelto come punto di partenza un denominatore unico: la tolleranza. Oggi parlare di tolleranza religiosa è difficile a tal punto che neanche noi ce la sentiamo di affrontare questo atavico argomento. La superstizione, oltre che religione crea momenti di forte diffidenza tra gli esseri umani che, peraltro, hanno molte doti in comune. Il Grande Tempio non è una utopia o un qualcosa che cozzi contro le convinzioni religiose attuali. Nel grande tempio possono trovare posto tutti gli uomini di buona volontà e fede genuina atta a portare avanti il progetti in questione. Iddio è unico ma è stato interpretato in varie maniere e di poi modificato in varie sottospecie a proprio piacimento ed a propria convenienza. Sia ben chiaro che chi scrive è un semplice cattolico, operante da anni nel sociale per fare capire meglio il concetto ma anche, per la verità, per capire meglio egli stesso il nesso ed il senso dell’elaborato in oggetto. A questo punto bisogna parlare di religioni diverse, credenze diverse, divinità diverse esse stesse. Certamente per uno come me, acculturato medio in argomento ( sebbene provvisto di laurea, diplomi e titoli vari più o meno obiettivi e validi) il discorso diventa difficile. Ma è giusto che sia così: costruttivo e non certamente distruttivo. Una terribile frase “discriminazione razziale” oppure “discriminazione religiosa” ci fanno sprofondare nel Medio Evo. A questo punto qualche lettore potrà obiettare che siamo eretici. Ma il discorso principale ci porta a scaricare l’indottrinamento, il fanatismo, il bigottismo. L’uomo qualunque deve avere un rapporto diverso con la divinità. Dio è Dio e su questo non si discute. Ma studiamo prima il rapporto uomo-Dio per discernere e catalogare i risultati. Il rapporto sociale, inoltre va messo in primaria discussione. Nel grande tempio ci sta spazio per tutti. Il bigottismo, inoltre porta su sentieri scoscesi con la possibilità di cadere in un dirupo da un momento all’altro. L’interpretazione delle Sacre Scritture porta alla retta via di cristiani. Allo stesso punto si può giungere con altri percorsi che sono dissimili dai precedenti sopracitati ma che presentano lo stesso traguardo…
Catello Nastro
IL GRANDE TEMPIO
IL GRANDE TEMPIO
Un edificio polifunzionale, multietnico, multirazziale, come un normale tempio greco o romano, naturalmente aggiornato con tutte le tecniche audiovisive, di comunicazione, di interpretazione, di credo, di possibilità di intervenire come singolo, non solo della comunità religiosa di appartenenza, ma di essere umano provvisto di libero arbitrio, applicabile al proprio intervento in una comunità multietnica, multirazziale, multi religiosa, multi sociale. Insomma un uomo libero tra uomini liberi che hanno scelto come punto di partenza un denominatore unico: la tolleranza. Oggi parlare di tolleranza religiosa è difficile a tal punto che neanche noi ce la sentiamo di affrontare questo atavico argomento. La superstizione, oltre che religione crea momenti di forte diffidenza tra gli esseri umani che, peraltro, hanno molte doti in comune. Il Grande Tempio non è una utopia o un qualcosa che cozzi contro le convinzioni religiose attuali. Nel grande tempio possono trovare posto tutti gli uomini di buona volontà e fede genuina atta a portare avanti il progetti in questione. Iddio è unico ma è stato interpretato in varie maniere e di poi modificato in varie sottospecie a proprio piacimento ed a propria convenienza. Sia ben chiaro che chi scrive è un semplice cattolico, operante da anni nel sociale per fare capire meglio il concetto ma anche, per la verità, per capire meglio egli stesso il nesso ed il senso dell’elaborato in oggetto. A questo punto bisogna parlare di religioni diverse, credenze diverse, divinità diverse esse stesse. Certamente per uno come me, acculturato medio in argomento ( sebbene provvisto di laurea, diplomi e titoli vari più o meno obiettivi e validi) il discorso diventa difficile. Ma è giusto che sia così: costruttivo e non certamente distruttivo. Una terribile frase “discriminazione razziale” oppure “discriminazione religiosa” ci fanno sprofondare nel Medio Evo. A questo punto qualche lettore potrà obiettare che siamo eretici. Ma il discorso principale ci porta a scaricare l’indottrinamento, il fanatismo, il bigottismo. L’uomo qualunque deve avere un rapporto diverso con la divinità. Dio è Dio e su questo non si discute. Ma studiamo prima il rapporto uomo-Dio per discernere e catalogare i risultati. Il rapporto sociale, inoltre va messo in primaria discussione. Nel grande tempio ci sta spazio per tutti. Il bigottismo, inoltre porta su sentieri scoscesi con la possibilità di cadere in un dirupo da un momento all’altro. L’interpretazione delle Sacre Scritture porta alla retta via di cristiani. Allo stesso punto si può giungere con altri percorsi che sono dissimili dai precedenti sopracitati ma che presentano lo stesso traguardo…
Catello Nastro
sabato 6 settembre 2014
microcosmo e macrocosmo
MICROCOSMO E MACROCOSMO
Il piccolo ed il
grande. Il mondo virtuale nel quale
viviamo ed operiamo quotidianamente, sia come piccoli imprenditori, sia come
dirigenti di alto rango. Pensate ad un nostro compaesano cilentano che,
arrivato all’aeroporto più grande del mondo viene fermato dalla polizia
aeroportuale perché il suo passaporto e la sua carta di identità, avevano il
numero inferiore a cinquecento. Certamente non era colpa sua se era nato a
Serramezzana, un bel paesino del Cilento che conta meno di cinquecento
abitanti. La polizia lo portò del comandante dell’aeroporto che era Italiano e
per di più della Campania, che spiegò che quello era un paese di meno di
cinquecento anime e quindi il tizio
venne rilasciato. Un cittadino qualsiasi, fruitore di un viaggio negli Stati
Uniti per incontrare dei parenti e che
viene identificato come un clandestino o addirittura come un potenziale
criminale, di ordine camorristico o mafioso e comunque un immigrato irregolare.
Chiarito il tutto il tale rientra nella normale collettività, visitando
parenti, amici e compaesani. Ognuno si noi, anche se in minima parte,
rappresenta come microcosmo una parte dell’immenso macrocosmo. Estendiamo ora
il concetto al rapporto personale, intimo, composto da soli due esseri umani
che, magari, si amano pure. Essi, ignoti amanti, figurano come microcosmo nel
macrocosmo. Non parliamo di razze, religione, cultura, vita sociale diversa,
perché il presupposto è che tutti gli esseri umani sono uguali, sebbene con
varianti che riguardano l’età, il credo religioso e politico, la condizione
sociale, il reddito il grado di cultura, sia scolastico che di
autoapprendimento. Gli abitatori del nostro pianeta sono milioni : di varie razze,
varie religioni, vari credo politico, varie nazionalità, vari condizioni
sociale. Ci sono i benefattori ed i malfattori. Quale sia la supremazia non è
oggetto del nostro studio. Fatto sta che entrambi sono operativi. Dal punto di
vista politico-sociale e dal punto di vista morale e religioso. Non è nostra
intenzione addentrarsi nel piano sociologico, morale, civile e politico, ma
gettare solamente un momento di riflessione. Quando si esalta il proprio cane
di razza con tanto di pedigrée e si molla un calcio in culo al povero bastardo
che cerca di socializzare caninamente, non di può parlare di amore verso il
cane e verso gli animali in genere. A questo punto dovremmo iniziare un
discorso che dal cane porta all’uomo.
Oggi tra il cane ben educato e l’uomo ben educato si instaura un rapporto
sociale molto positivo. Li chiamano animali da compagnia e come compagni
dovrebbero essere trattati. Notare che dei cani siano maltrattati è orribile,
come pure è orribile notare come degli esseri umani, siano trattati alla
stregua delle peggiori bestie. Oggi viviamo in una società multietnica e
multirazziale. Oltre a parlare di razza, religione, lingua, usi e costumi,
comportamenti sociali e così via… Solo col dialogo e non con le bombe possiamo
risolvere i problemi del mondo che stiamo vivendo come cittadini del mondo. Al
di sopra della politica, della religione, della collocazione geografica, della
condizione sociale. Solo abolendo certi schemi atavici e sostituendoli con
altri socialmente aggiornati, possiamo
guardare ad un futuro migliore. Non solo per noi ma anche per quelli che
verranno dopo di noi. Lasciamo ai nostri figli qualche euro in meno in banca,
ma una nuova visione della vita che tiene al primo posto la solidarietà. Buona
vita a tutti…
Da: agropolicultura.blogspot.com
Catello Nastro
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