lunedì 14 luglio 2014

NON PERDIAMO LA PAZIENZA

NUN PERDIMMO ‘A PACIENZA

Perdere la pazienza, in parole povere, significa anche lasciarsi prendere dall’ira ed agire in maniera sproporzionata  alla gravità dell’evento, da noi considerato scuro come la mezzanotte, ma che invece riesce, con normale modo di pensare di essere umano normalmente dotato di intelletto, di facile soluzione, una volta comparsa all’orizzonte. I luoghi in cui si può perdere facilmente la pazienza, possono  essere il tram, l’ufficio postale, lo sportello bancario, la sala della riunione di condominio, la stazione ferroviaria, l’ufficio delle tasse, l’ombrellone al mare d’agosto. La pazienza molto spesso si può perdere anche tra le mura domestiche. In periodo di recessione, come l’attuale, ad esempio, tale fenomeno viene direttamente collegato all’insufficienza di liquido contante, atto a soddisfare gli extra della comunità “intra moenia”. “Quando l’acqua scarseggia la papera non galleggia”. I limiti non si impongono ma vengono automaticamente imposti dallo “status rerum”. Ma analizziamo ancora  casi nei quali è possibile perdere la pazienza… Tua moglie ti prepara un bel piatto al pesto pur sapendo che a te non piace ma è gradito a tuo suocero ospite a pranzo. Sta un’ora nel bagno a truccarsi mentre tu hai urgenza di effettuare taluni svuotamenti impellenti, alza il volume della televisione perché è apparso il suo idolo preferito, ti chiede di andare a comperare il pane dieci minuti prima del pranzo. Parliamo ora di pazienza all’ingrosso. Perché avvengono le rivolte, rivoluzioni, guerre??? Perché qualcuno ha perduto la pazienza. Il dialogo spesso è apportatore di migliori soluzioni. Ma ciò avviene solo quando la via è aperta da ambedue o più contendenti. “Mettimmece ‘na preta ‘ngoppa e nun se ne parla cchiù!!!”.Morale della favola: se non si perde la pazienza si può anche trovare qualcosa di meglio!!!

Catello Nastro       

da: agropolicultura.blogspot.com

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